Intervista agli Aspersound

Pubblicato da FutuRadio Web lunedì 23 novembre 2009 , , ,

Durante la primavera del 2008 due amici di vecchia data, Andrej e Massimiliano (già impegnati in diversi progetti musicali, quali Kyla Moyl ed Elyanthus), decidono di dare vita a un nuovo gruppo, reclutando Stefano (bassista degli Elyanthus) e Francesca. E così gli Aspersound (http://www.myspace.com/aspersound), band romana che propone rock – progressive – alternativo, prendono forma. L'esordio discografico è con Melt Truth, album autoprodotto e composto da otto tracce (sette inediti e una cover), fuori dal 29 settembre. “Ma siamo già al lavoro per il prossimo lp”, annunciano a FutuRadio Web gli Aspersound.
Francesca Di Ventura (voce), Andrej Surace (chitarre), Stefano Di Ielsi (basso) e Massimiliano Inzillo (batteria) sono reduci da una serata al Walla Walla di Roma, il 18 novembre. Le prossime tappe, sempre a Roma, saranno il 15 dicembre al Traffic (via Vacuna 98) e al 931 Club (via Passo Corese, a gennaio ma la data è ancora da stabilire).

Domanda un po' scontata, ma d'obbligo. Quali sono le vostre contaminazioni musicali?

Poiché durante la fase di composizione ognuno di noi cerca di contribuire alla struttura dei brani, le varie influenze musicali si miscelano insieme, per dare vita a quella che è la vera essenza del progetto, ovvero la libertà musicale. Essendo l’esplorazione dinamica delle sonorità la filosofia trainante del gruppo, il risultato delle proposte di ciascun componente della band è un rock-progressive estremamente alternativo. Nello specifico, emerge una forte venatura metal con richiami agli anni '80 quale esperienza musicale comune a tutti i componenti del gruppo. La voce di Francesca fornisce poi una forte impronta dark ai nostri pezzi.

E dunque la vostra musica... è?

Probabilmente l’aggettivo più calzante è “libera”! Perché libero è il nostro approccio alla composizione e il nostro modo di suonare in sala e sul palco. Durante la composizione ognuno di noi è chiamato ad esprimere quello che sente dentro, poiché sa di avere la fiducia di ognuno degli altri componenti. Poi insieme si valuta come omogeneizzare al meglio i brani o le strutture melodiche/ritmiche, privilegiando sempre ciò che “ad orecchio” suona meglio. Mai, fino ad ora, le nostre scelte musicali sono state influenzate da fattori esterni alla band, per questo ci sentiamo liberi di suonare e siamo convinti che chi ascolta “lo senta”.

Quale è il messaggio del vostro ultimo lavoro, Melt Truth, uscito alla fine di settembre?

Il leit motiv del cd è la ricerca introspettiva di se stessi, del senso, che spesso si esplicita attraverso la sperimentazione del sentimento più comune eppure meno conosciuto nel profondo che è l’amore, in tutte le sue forme: amore come strumento di elevazione ad uno stato di grazia pura e sovrannaturale (The world on my feet), amore come forma di purificazione e catarsi dal lato oscuro che sussiste in dicotomica coabitazione in ciascuno di noi (Angel, Demon), amore come tassello mancante alla piena realizzazione di se stessi (The missing piece), amore per la propria dignità, che consente di liberarsi da un amore malato (The lucky man). La ricerca di sé è per noi un viaggio complesso nelle profondità della natura umana che conduce alla consapevolezza ultima che la verità è che non esiste una linea netta tra bene e male, ma “verità mescolate” (Melt Truths). La ricerca della verità passa anche attraverso esperienze dolorose come la morte (Rings of a chain) o di infinita gioia come la nascita (A new life).

Quali sono i canali che utilizzate maggiormente per promuovere la vostra musica?

Per ora promuoviamo il cd attraverso le radio locali, radio web e attraverso internet. Siamo ancora agli inizi, quindi cerchiamo di capire quale sia il modo migliore per dare visibilità all’album Melt Truth. Stiamo cercando inoltre anche dei canali all'estero, dove il nostro genere musicale è meno ghettizzato. Soprattutto negli altri stati europei, generi come il nostro sono molto più accreditati e godono di un favore di pubblico più ampio.

E la distrbuzione dell'album, invece, come avviene?

Per ora solamente tramite contatto diretto attraverso le serate nei locali, ma come dicevamo prima siamo all'inizio della promozione e siamo ancora molto inesperti. Quindi siamo aperti a qualsiasi indicazione e suggerimento in merito...

Prima facevate riferimento ai canali esteri per proporre la vostra musica su larga scala. Ritenete che in Italia ci sia un limite in questo senso?

Il monopolio delle case discografiche in Italia determina una situazione di stasi completa a livello di proposta musicale. Di conseguenza anche chi ascolta musica si è assuefatto a un certo tipo di ascolto, che noi definiamo “fast music”, la musica che ti fa compagnia in auto o in sottofondo a lavoro e che magari puoi fischiettare sotto la doccia. Non sono aperti i canali per le proposte delle band emergenti e dei nuovi generi musicali, che oggi faticano a emergere. Anche nei locali chi propone musica dal vivo è sempre meno interessato a fare serate con nuove proposte, poiché non vede un ritorno né economico né di immagine e di conseguenza alcun valore aggiunto per il business del proprio locale. In tale ottica, chi come noi propone un genere alternativo si vede costretto a selezionare locali alternativi per proporre i propri live. Diciamo queste cose con una vena di rammarico...

È così difficile trovare un'etichetta?

Nel momento in cui abbiamo deciso di registrare un cd, non siamo stati nemmeno sfiorati dall’ipotesi di cercare un'etichetta, data la consapevolezza di suonare un genere di musica difficilmente collocabile sul mercato. Chiaramente l’aspetto più problematico dell’autoproduzione è quello economico. Ma vi possiamo assicurare che la gratificazione che si ha quando si ascoltano i propri brani per radio o si ha in mano il proprio cd, a valle delle fatiche e dei sacrifici affrontati, è assolutamente impagabile.

La vostra soddisfazione più grande finora?

Ascoltare per radio il proprio lavoro è una soddisfazione immensa. Anche se l'emozione di suonare dal vivo è sempre grandissima ed è, ogni volta, una riscoperta della coesione magica tra noi del gruppo.

Come erano le vostre vite prima di creare la band?

Al di là degli impegni quotidiani che restano sempre gli stessi (lavoro, famiglia, figli...), facevamo la stessa cosa che facciamo ora: musica. In altri contesti, con altre persone, ma in fondo per tutti noi la musica è una necessità imprescindibile. Con buona pace dei nostri familiari che con pazienza e tolleranza assecondano la nostra passione. Anzi, cogliamo l’occasione per ringraziarli!

Progetti per il futuro?

La promozione di Melt Truths è indubbiamente il nostro interesse primario, soprattutto per verificare il livello di apprezzamento da parte del pubblico del progetto Aspersound. Siamo inoltre in work in progress dei nostri nuovi brani. Non abbiamo ancora obiettivi a lungo termine, in effetti la libertà di cui parlavamo all'inizio è anche legata al non avere obblighi di nessun tipo. Ognuno di noi suona per passione e per il piacere di farlo, senza vincoli verso nessuno. Questo è un sensibile vantaggio dell'autoproduzione.


F. G.
23/11/09


1 Responses to Intervista agli Aspersound

  1. sdi Says:
  2. Un immenso grazie a FUTURADIO per lo spazio dedicato alle noste chiacchere......un saluto a tutti gli ascoltarori della Radio e un invito ad ascoltarci sulla Radio, sul nostro myspace (http://www.myspace.com/aspersound) e magari a qualche nostra serata!!!

    AspersounD

     

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