Jamendo
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Underground, mainstream, gangsta, social, conscious...
L' Hip Hop ormai in Italia si è decisamente stanziato, le quattro arti sono diventate pane quotidiano della gioventù e nonostante il significato di questa Cultura spesso venga male interpretato, essa si presenta alle porte del secondo Decennio dei Duemila forte, consapevole di raccogliere quello che ha seminato negli anni '80 e '90.
Ciononostante, per quello che riguarda il rap (l'espressione musicale della Cultura Hip Hop) , le idee da chiarire sono diverse: in radio, per esempio, possiamo notare che le posizioni di alta classifica delle charts sono occupate spesso e volentieri da canzoni di artisti Hip Hop (quasi esclusivamente d'oltreoceano), di cui conosciamo ritmo e ritornelli, lasciandoci sfuggire però, che quello che ascoltiamo ha una sua settorialità ben specifica.
Hip Hospital, nasce con la chiara intenzione di mettere luce sulle lacune musicali di stampo prettamente BLACK, di farvi capire chi e cosa smuove l'attenzione di radio, tv e web, una vera e propria clinica in cui il vostro bisogno di ascoltare, sapere ed apprezzare l'Hip Hop, ha sfogo. Ma non solo.
Hip Hospital inoltre, vi terrà informati ed aggiornati su quello che riguarda l'Hip Hop Made In Italy, l'underground ed il mainstream italiano, suggerendovi live, news, dischi in uscita e tutto il necessario per rimanere sempre in stretto contatto con la scena Hip Hop di casa nostra.
Stay tuned, la clinica è aperta!!!

(J.Roy)


Da oggi, e ancora per tre giorni, sarà possibile ascoltare in esclusiva su FutuRadio Web (tramite il player nella colonna di destra) Arkanoid, ultimo album di Johnny Roy & Brasca (Original Ditta), scaricabile gratuitamente su www.lacasadelrap.com. L’album è uscito il 14 ottobre 2010 ed è stato presentato a Radio Bomboclat e, successivamente, in una videointervista per FutuRadio Web.

Di seguito la tracklist ufficiale:

Johnny Roy & Brasca (Original Ditta) - ARKANOID (2010)

01 - Originali Feat. Dj Pitch8
02 - Game Play
03 - Arkanoid Feat. Don Plemo
04 - One Ticket
06 - Autocombustione Feat. Primo & Don Plemo
07 - Camaleonti Feat. Lord Madness
08 - Baby
09 - Skit Dozzina
10 - Alla Vecchia Maniera Feat. Losk,Fudo & Don Plemo
11 - C'è Una Bella Differenza Feat. Kento
12 - Fede & Coraggio
13 - Il Bacio Di Giuda Feat. P Eight
14 - Go On & Cry Feat. Hyst & Don Plemo
15 - Take 1
16 - M.A.I. (Metodo Anti Ignoranza)
17 - Fashionnizm Feat. Debbit & Rei
18 - Non E' Sempre Estate Feat. Negrè
19 - Le Stesse 4 Cose Feat. Don Plemo (Bonus Track)
20 - Prima Casa Feat. Robbaforte (Bonus Track)


(frw/red)

Tab


Riprendiamo, dopo una settimana di pausa, la promozione degli artisti Creative Commons che pubblicano su Jamendo. Oggi è la volta di Tab, artista hip hop statunitense tra i più attivi nel suo ambito. L’ultimo lavoro Dead Poets: The Empty Bottle Project, pubblicato a novembre del 2010, incarna l’essenza dell’underground. Un sound, quello prodotto da Tab, che ricorda i migliori anni della golden age. Buon ascolto!




(frw/red)


Il sito Unkut.com ha stilato una classifica imponente: “The 50 greatest Queensbridge rap songs”, ovvero le 50 migliori canzoni provenienti da una zona ricca di artisti hip hop che hanno fatto la storia della musica rap.
Elencare qui i 50 brani è impresa ardua (nonché impossibile), perciò ci limitiamo a svelare chi figura sul podio. Al numero tre Nas con la sua It Ain’t Hard To Tell, ma nella versione remixata da Large Professor. Seconda posizione per i Mobb Deep con un classico del 1995: Shook Ones Pt. 2. E sul gradino più alto c’è una leggenda vivente dell’hip hop: Marley Marl, che nel lontano 1986 produsse The Bridge per MC Shan.




(frw/red)

Sono un trio statunitense, proveniente da Atlanta. Insieme formano i The Phenoms e propongono un genere a cavallo tra il rock e il rap. Non a caso, la loro Deja vu, oltre a essere uno dei pezzi più gettonati di FutuRadio Web, è l'unica canzone a essere stata proposta in (quasi) tutti i programmi della radio da Black is Back a Cereal Killer, da Tempi Moderni a 5Th Avenue. Il brano è pensato per un pubblico vasto, al di là delle proprie convinzioni musicali o dei propri gusti. Di seguito un assaggio, buon ascolto!

Un duo dalle chiare origini rap, ma che nel tempo ha saputo “spaziare in tutti gli orizzonti musicali”. Stefano Lunardi (Princkin, mc-producer) e Andrea Di Benedetto (Benni, mc) sono i 16 Barre, gruppo nato a Rovigo nel 2005 e di cui facevano parte in origine altri due elementi (Rock-P, Slam-Dg). “L' hip hop è sempre stata la nostra musica preferita”, raccontano i 16 Barre a FutuRadio Web. Il gruppo è cresciuto ascoltando hip hop italiano ed è da qui che “ha avuto il via” il percorso musicale. Nel periodo 2005-2006 il primo lavoro, La bella musica italiana. Poi, nel 2007, A volte parlano. Nel 2009, infine, esce Li ho visti ancora (scaricabile da http://www.myspace.com/16barre), album in cui i 16 Barre, in collaborazione con i Watch The Dog (tra le loro collaborazioni ricordiamo anche i Boulevard Pasteur), danno vita a un'esperienza musicale che va oltre il rap. È una contaminazione di suoni e parole, un viaggio nei meandri delle illusioni dove tutto è sotto il controllo del “nuovo ordine mondiale”. I 16 Barre paragonano la società contemporanea a “mondi paralleli di inganni e mostri nascosti nell’ombra”.

In Prigioni mentali invitate l'ascoltatore a scoprire un “mondo di simboli strani”, a tornare “a parlare con gli esseri umani”. Quali sono, a vostro giudizio, le prigioni mentali che al giorno d'oggi caratterizzano l'umanità?

I nostri simboli strani sono ovunque. Nelle banche, nelle chiese, nelle ambasciate, nel televisore di casa nostra, nelle relazioni umane, nel tempo, nella mente. Le prigioni mentali a cui siamo stati costretti, fin da piccoli, sono subdole. Con la scusa del bene e del male hanno approfittato per creare allarmismo di massa e un confine tanto labile quanto sorvo-labile, ma questo certo non lo scopriamo noi.

Da dove traete ispirazione per i vostri testi così visionari?

Noi amiamo leggere e documentarci, se vogliamo siamo dei veri e propri reporter dell'altro lato del sapere. Amiamo trattare di argomentazioni che spesso e volentieri vengono viste come viaggi fini a se stessi ma che in realtà sono fotografie di scienziati, inventori, biologi, filosofi, ricercatori, giornalisti, matematici, astronomi – e chi più ne ha più ne metta –, messi ai margini della conoscenza comune scolastica per la grandezza umana delle loro scoperte, le quali avrebbero potuto e potrebbero rivoluzionare la vita, ma spesso e volentieri il mondo ci ha insegnato che la vita è un valore misero e spicciolo.

Concentrandoci sulla musica e in particolare sul vostro album, come è nata la collaborazione con i Watch The Dog?

I Watch The Dog sono formati da due componenti: Federico Antonioni e Giampaolo Paderno. Quest'ultimo è fatalità il cugino di Princekin. Lo sposalizio fra gli stili è stato dunque scritto. Federico ha un altro gruppo oltre ai Watch The Dog, che ci ha permesso, oltre che un suono perfetto (essendo un tecnico del suono), una contaminazione totale nel campo di altri stili. Giampaolo alla programmazione lavora da sempre e la sua sfumatura electro sperimentale è un ulteriore bingo.

Contaminare diversi generi è per voi un'esplorazione musicale o un modo per sdoganare l'hip hop dall'attuale scena, forse poco innovativa al momento?

La musica la vediamo da un piedistallo, non come zone diversamente colorate ma come un banco colori dal quale è possibile, con la fantasia, disegnare mostri con i flauti e sogni con le chitarre distorte. Lo spaziare , secondo il nostro punto di vista, accresce il proprio bagaglio musicale, e il tutto non può che giovare nell'immenso mondo musicale.

A proposito di scena italiana, qual è il vostro giudizio sulla musica rap nel nostro Paese?

Ci sono artisti che stanno in alto e artisti che stanno in basso. Quello che fa sempre e comunque la differenza è l'umiltà, l'amore per quello che si fa, la costanza e l'intelligenza nel cogliere l'attimo giusto. Detto questo i nostri gusti ci portano ad ascoltare prevalentemente rap underground e specie nostri amici della zona che spaccano una cifra. La scena hip hop italiana a nostro giudizio è viva e vegeta, pronta a ribaltare le casse alla prima giusta opportunità. È pieno di artisti poco rinomati ma che realmente ci sanno fare, e artisti già conosciuti che ne sanno a pacchi! Il problema è trovare il veicolo pubblicitario che riesca a lanciarti, ecco di che parlavamo per “cogliere l'attimo giusto”.

Progetti per il futuro? Potete svelare qualcosa a FutuRadio Web?

Non ci sentiamo di poter assicurare un'uscita immediata per quanto riguarda i 16 Barre e Watch The Dog, ma possiamo dirvi che fra massimo quattro mesi sarà possibile scaricare dal nostro space (myspace.com/16barre) un nuovo lavoro di Princekin e Boulevard Pasteur. Con la ovvia collaborazione di Benni in un viaggio che parla di quel che non siamo. Are you ready?


I 16 Barre/Watch The Dog sono in rotazione su FutuRadio Web

F. G.
26/04/10



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(N.B. Le trasmissioni avvengono secondo gli orari previsti dal palinsesto)

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