Jamendo
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The High Seas della band ucraina Singleton è quello che può definirsi un buon album rock. Gli ingredienti ci sono tutti: si passa da brani più duri a pezzi decisamente melodici. Si tratta, insomma, di un lavoro capace di accontentare i gusti di ognuno. Noi, come al solito, proponiamo l'album di seguito.




(frw/red)


Per chi “bazzica” Jamendo quello di Josh Woodward è un nome che non dovrebbe suonare nuovo. Woodward è un musicista, compositore e cantante statunitense, tra i più attivi della community. I suoi brani – tratti da un album o dall’altro, talmente ne ha prodotti – risultano sempre tra le prime posizioni delle classifiche. Oggi proponiamo il suo ultimo lavoro, Ashes. Dodici tracce per poco più di 45 minuti di ottima musica. Buon ascolto!





(frw/red)


Dopo il blitz notturno in cui abbiamo scovato qualche buon tempone che ha inserito nel database di Jamendo In Bloom dei Nirvana (prontamente rimossa), torniamo ad occuparci della buona musica in Creative Commons. In questa settimana è emerso For Tomorrow, album degli svedesi Emerald Park. Il sound è un rock melodico e il lavoro è consigliato da FutuRadio Web. Buon ascolto!


(frw/red)


All’inizio non volevamo credere ai nostri occhi, salvo doverci presto arrendere alla realtà: In Bloom dei Nirvana è ascoltabile e scaricabile su Jamendo. Qualcosa, di primo acchito, non quadra. Il brano risulta inserito il 23 marzo (quindi poco dopo passata la mezzanotte) e, mentre scriviamo, non è stato conteggiato alcun ascolto. Noi però ce ne siamo accorti e ne approfittiamo per proporre immediatamente la sorpresa (che intanto è possibile ascoltare anche tramite la nostra playlist premendo l’icona Jamendo a destra). In attesa di conferme o smentite, buon ascolto!

AGGIORNAMENTO: Facevamo bene ad essere dubbiosi. Come si capisce dal JamPlayer qui sotto In Bloom dei Nirvana è stata rimossa da Jamendo.




(frw/red)


I Fyoogs sono un gruppo rock australiano molto interessante. Nel giro di 24 ore hanno pubblicato due ep su Jamendo, The Fyoogs (il 19 gennaio) ed Epos (il 20). Noi proponiamo il secondo, che in definitiva è quello che ci ha convinti di più.




(frw/red)

Tab


Riprendiamo, dopo una settimana di pausa, la promozione degli artisti Creative Commons che pubblicano su Jamendo. Oggi è la volta di Tab, artista hip hop statunitense tra i più attivi nel suo ambito. L’ultimo lavoro Dead Poets: The Empty Bottle Project, pubblicato a novembre del 2010, incarna l’essenza dell’underground. Un sound, quello prodotto da Tab, che ricorda i migliori anni della golden age. Buon ascolto!




(frw/red)

Una prima esperienza nei Kim Novak, band “rockettara” di Roma composta, tra gli altri, da Carlo alla chitarra e Stefania alla batteria. Poi Barbara, bassista e amica di Stefania, si unisce ai due, nel frattempo dediti a nuovi progetti, e in questo modo prendono forma i Citizen Kane. Ma andiamo per ordine. “Il progetto Citizen Kane – racconta Carlo a FutuRadio Web – è nato all'inizio del 2004. Io e Stefania avevamo suonato insieme qualche tempo prima in un’altra band, i Kim Novak, dove non cantavo ma suonavo solo la chitarra. Avevo alcune canzoni pronte nel cassetto da anni, ma non avevo mai provato a cantarle. E quindi, con i Citizen Kane si è presentata l’occasione. Stefania e Barbara, la bassista, si conoscevano invece da tanto tempo e avevano militato in altre band della capitale. Venivamo da influenze musicali abbastanza diverse, anche se alcuni gruppi ci accomunano: i Blonde Redhead, Moltheni, ma anche i Pixies. Il trio è nato così”. Ancora oggi i tre amici, dopo sette anni di collaborazione, si divertono non poco. “Si è creata un’intesa speciale sia dal punto di vista musicale che umano”, spiega Carlo. Una carriera repentina, quella dei Citizen Kane. “Il primo ep è stato composto molto velocemente, a fine 2004. Tutte le parole che ogni giorno perdo conteneva sei brani originali e la cover di un brano dei Pavement, completamente stravolto. In quell’occasione è iniziata la collaborazione con Fabio ‘Reeks’ di Hombre Lobo, che ormai cura tutte le nostre registrazioni in modo magistrale. Da lì in poi abbiamo iniziato a fare concerti e ad ottenere i primi passaggi radio. Nel 2006 è uscito Fortezze, secondo ep autoprodotto, contenente cinque brani. Dopo qualche tempo abbiamo deciso di pubblicarlo su Jamendo, il portale della musica libera. Una delle canzoni, Il giardino dei rimorsi, ha avuto un bel successo, tanto che ora è arrivata a 34 mila ascolti. Nel 2009 abbiamo pubblicato il nostro ultimo cd Il male bianco (proposto anche su FutuRadio Web, ndr), sette inediti più la cover di Preghiera in gennaio di De Andrè, e ora lo abbiamo lanciato in download libero sempre su Jamendo”.
Cosa è Il male bianco? “Il male bianco – scrivono i Citizen Kane sulla loro pagina Jamendo – è una epidemia che colpisce progressivamente un’intera nazione, rendendo le persone cieche e risvegliandone gli istinti più violenti e primordiali. È la storia di ‘Cecità’ di J. Saramago. Il male bianco si sta diffondendo nel nostro Paese, che soffre di una regressione inarrestabile dal punto di vista culturale e sociale. L’epidemia, in questo caso, è stata studiata a tavolino, negli anni, da una classe politica che detiene saldamente il timone del consenso. Il male bianco è un cd che risente fortemente di questo contesto di stasi, che scivola via trascinando pericolosamente le nostre coscienze nell’immobilità assoluta, sia nella sfera privata che in quella pubblica”.

Il male bianco, in questo senso, sembra assumere il valore di una denuncia sociale. Quanto è difficile descrivere in musica la realtà che ci circonda?

In realtà Il male bianco contiene diversi temi. Di sicuro ci sono tracce molto esplicite e di denuncia, come Naufragi che parla dei barconi di immigrati che cercano disperatamente di approdare sulle coste di questo nostro ormai ridicolo e surreale Paese. Ci sono invece altri brani come lo stesso Male Bianco o L’esito migliore che scavano maggiormente nell’universo dei sentimenti, in un tentativo di raccontare la realtà dell’animo umano in tutta la sua costellazione di indolenze, paure e disillusioni. Tutte la nostra musica è in bilico tra la sfera più intima e la denuncia politica. Non penso che la questione sia nella difficoltà di descrivere la realtà in musica, quanto piuttosto il riuscire ad andare oltre, a trasmettere qualcosa, anche di indefinito, che faccia riflettere o che possa emozionare. Purtroppo stiamo attraversando un periodo tetro e degradante, in cui il desiderio di fuggire dall’Italia si fa sempre più forte. Descrivere la realtà forse non basta più. È già abbastanza allucinante di per sé. Servono stimoli e reazioni, qualcosa che dia la scintilla giusta per il cambiamento. Vedremo se anche noi, nel nostro piccolo di band indie-rock, riusciremo in questa sfida.

Cosa vi ha spinto a pubblicare i vostri album sotto etichette Creative Commons?

Il nostro ragionamento è semplice. In primo luogo, abbiamo avuto a che fare con la SIAE e non pensiamo sia un’organizzazione che tuteli veramente i musicisti. Le licenze Creative Commons ci permettono invece di esplicitare quale uso vogliamo che sia fatto della nostra musica. Siamo contenti di avere la possibilità di farla scaricare liberamente e che il nostro cd sia liberamente duplicabile. In questo modo riusciamo ad avvicinarci meglio al pubblico e a diffondere le nostre canzoni. Mi sembra che le licenze Creative Commons riescano a creare un patto felice tra gli ascoltatori e i gruppi che fanno questa scelta.

Quali riscontri avete ottenuto pubblicando le vostre opere in questo modo?

Un riscontro ottimo, sicuramente. Facilita molto lo scambio e la diffusione. Le persone, le radio si sentono libere di scaricare e ascoltare i nostri brani e questo non può che renderci felici. Peraltro, essendo Jamendo un portale internazionale, abbiamo dei fans stranieri che ascoltano i Citizen Kane, ci inseriscono nelle loro playlist, commentano i nostri brani, e tutto questo ci sorprende e ci diverte considerando che cantiamo esclusivamente in italiano e non facciamo pop.

Siete impegnati in live o concerti in questo periodo?

Dopo anni di live quasi esclusivamente a Roma, stiamo cercando di andare a suonare fuori. Ci siamo dovuti fermare per qualche mese, ma ora ci siamo rimessi in moto. Se qualche locale è “in ascolto” e vuole invitarci a suonare è benvenuto. O anche se qualche booking vuole accoglierci. Purtroppo l’autorganizzazione è bella, ma complicata.

Progetti per il futuro?

A parte questa idea (desiderio) di concerti in giro per l’Italia, stiamo lavorando a un nuovo album prendendoci molto tempo per la costruzione dei pezzi. Stiamo anche cercando un musicista che voglia collaborare per una parte più elettronica, siamo in piena evoluzione sonora e non ci dispiacerebbe aprirci a collaborazioni musicali esterne.

(fabio germani)


Nijae e Max, insieme, sono gli Elle Lefant, un duo statunitense che a marzo di quest’anno ha pubblicato Pulse, un mini album di quattro brani su Jamendo (cinque in questa seconda versione). Il loro è un pop contaminato dalle più disparate sonorità. Musica che cattura, basta ascoltare Runaways per rendersene conto.
“Siamo vivi – si legge sul loro profilo Jamendo – e viviamo per fare musica. Per chi? Per voi. Per noi. Per chiunque voglia ascoltare”. Il nostro consiglio è quello di ascoltare, per l’appunto.




(frw/red)

FutuRadio Web presenta con grande piacere il primo singolo ufficiale dei Guarentigia, Con il vuoto, fuori dal 14 aprile. La band, che nasce a Milano da un'idea di Luca Bianchino (LUX), sarà ora impegnata in diversi live. Per conoscere le date dei concerti dei Guarentigia basta consultare il profilo Facebook, costantemente aggiornato.
Oppure, per maggiori info, http://www.myspace.com/guarentigia, o ancora http://www.myspace.com/lucabianchino. Di seguito è possibile ascoltare Con il vuoto, primo singolo nel 2010 della formazione milanese.




Con il vuoto verrà proposta domani nel corso di Italian Dream, a partire dalle 14.30, solo su FutuRadio Web.

16/04/10

È al pianoforte che Livio si esprime al meglio. Ma le sue non sono semplici melodie. In Sensitivity (ultimo lavoro di Livio, scaricabile da Jamendo), le note prendono sonorità “dalla notte profonda che è in ognuno di noi. In questa notte si nascondono i nostri desideri repressi, le nostre aspirazioni, i nostri ricordi, che sono fatti della stessa materia dei sogni. Non tutti abbiamo la capacità di percepirne l'esistenza, ancor meno di esserne consapevoli. La 'sensitività' non è la 'sensibilità': con la seconda possiamo, al più, percepire l'esistenza della prima”. “Le canzoni che compongono questo album – spiega Livio –, sono lampi di luce che provengono da questa notte immensa: mi hanno invitato a seguirli, mi hanno raccontato storie e mi hanno descritto immagini, colori e profumi”.
Livio Amato nasce nel 1965 a Torino, una città che, come ama descriverla, “tutti eviterebbero, se non fosse per la grande storia che la segue come un'ombra”. La musica non fa parte della sua vita, è la sua vita: “Probabilmente – racconta il compositore piemontese a FutuRadio Web – ho imparato ad amare la musica prima ancora delle persone. Ho un fratello otto anni più vecchio di me e questo ha fatto si che ascoltassi, inevitabilmente, ciò che piaceva a lui. Erano i tempi delle prime 'compact cassette' e delle prime radio-mangianastri a transistor, quindi portatili. Nelle gite domenicali il sottofondo musicale erano gli 'ultimi' lavori di Led Zeppelin, Deep Purple, Yes, Genesis.... ma anche Tangerine Dream o gli italianissimi Pooh di Riccardo Fogli. Oggi che buona parte di questi 'riferimenti' non esistono più, dopo aver accompagnato la mia vita per molti anni anche dopo la mia infanzia, amo ascoltare tutta la musica che possa regalarmi una sensazione, un'emozione o più semplicemente un appiglio a qualcosa che mi riguarda da vicino. Guardo alla musica come ai profumi: basta un niente e si sprigiona una situazione emozionale”.

In Sensitivity fai spesso riferimento alla notte. Quale valore assume la notte nella tua vita?

Siamo animali diurni, la notte ci incute timore e disagio, ma anche una forte curiosità: alla notte associamo l'idea del riposo, del rilassamento; alla notte riconosciamo una 'fredda' intimità, che si manifesta nel poterci nascondere in essa. La notte ha, per testimonial, la Luna, che rappresenta il nostro subcosciente, così inondata di luce riflessa, come uno specchio: ecco, qui si intravede il concetto di io inconscio che si manifesta a tratti e in modo del tutto imprevedibile e quasi inafferrabile durante la veglia; è fatto della stessa materia dei sogni. La notte rappresenta, quindi, l'impercettibile legame con una realtà parallela della nostra esistenza, portatrice della verità assoluta sul come siamo, cosa vogliamo, da dove veniamo e verso cosa siamo diretti.

Proponi una musica, per certi versi, di altri tempi. Difficilmente ascoltata dai più giovani, talvolta incompresa. A quale tipo di pubblico ti rivolgi?

Ho sempre ritenuto che la musica è amore e, in quanto amore, non vuole riconoscersi limiti di età, manifestazione o di azione. Io propongo un pensiero che è diventato emozione 'forte' ancor prima di essere tradotto in musica: per associazione di idee, se una cosa scaturisce da un'altra è possibile un processo inverso che mi possa ricondurre alla materia primaria; le mie composizioni mirano proprio a stimolare questo processo inverso, in modo che chi ascolta abbia a disposizione il necessario per creare le stesse immagini che hanno motivato il brano. Non credo che si possa parlare di genere musicale, nel mio caso. La scelta delle voci strumentali accade spesso che ricadano su strumenti acustici, i quali meglio si adattano a descrivere le vibrazioni delle emozioni, vibrando con loro all'unisono. Questa scelta può targare alcuni brani in modo un po' datato, ma il suono di una chitarra classica o di un pianoforte a coda, rimarrà in eterno più espressivo di un acid loop. Vorrei rivolgere semplicemente i miei brani a chi ha orecchie per l'emozione, per l'amore e le sue manifestazioni indipendentemente dall'età, condizione sociale, grado di cultura. L'amore, la musica, come la morte o il semplice e mero concetto di vita, ci accomuna tutti, grandi e piccoli, poveri e ricchi, uomini e donne.

Al di là della “notte”, quali sono le sensazioni che vuoi proporre all'interno dell'album Sensitivity?

Premetto: Sensitivity doveva essere un lavoro più maturo dei precedenti due (Always Musa e The gate of evermore) o, almeno, ne aveva l'ambizione. In corso d'opera mi sono invece reso conto che la “storia di Musa” attendeva il “colpo di grazia”. A Sensitivity ho affidato questo ingrato compito: un momento di riflessione su quanto era successo nelle “storie” precedenti e il cambio di direzione improvviso verso altre mete: i passi finali del brano di coda, Infinity, testimoniano l'attimo in cui ci si lascia indietro qualcosa in modo definitivo. Non credo che si possa cogliere il significato di Sensitivity senza prima ascoltare i due precedenti: è un trittico indissolubile.

Cosa pensi della musica in copyleft e delle possibilità offerte da alcune piattaforme come, appunto, Jamendo?

Fino agli inizi del nuovo millennio era presente la difficoltà, per i “piccoli” gruppi e autori emergenti, del sostenere l'esame SIAE. Io credo che questo abbia ostacolato molto il percorso e l'affermazione musicale degli emergenti. In alcuni casi, le demo venivano scartate a priori se non si era iscritti SIAE e, allo stesso modo, si era un po' a disagio nel dover affrontare spese non sempre sostenibili per poter esercitare il diritto d'autore su un supporto fonografico in distribuzione. Credo che la soluzione “Creative Commons” abbia concesso l'opportunità (a me per primo) di potersi avvalere almeno dell'attribuzione intellettuale con la certificazione di anteriorità dell'opera che si intende far conoscere e in forma completamente gratuita. I non-vincoli sulla distribuzione, sul download e, volendo, sull'utilizzo commerciale delle opere, completano le possibilità che si sono conquistate con il “Copyleft”, dove è l'autore ad esercitare il diritto di decidere autonomamente cosa fare delle proprie creazioni. Gli aggregatori partner, tipo Jamendo, offrono anche la possibilità di promuoversi gratuitamente ed efficacemente ad un pubblico sempre più grande di audiofili più o meno esigenti. Che vogliamo di più?

Hai progetti particolari per il futuro? Live da promuovere da qui a poco tempo?

Ferma restando una certa difficoltà nel trovare spazi live per il tipo di musica e nell'implementazione live multitraccia, che mi farebbe rinunciare ad arrangiamenti chiave per i brani stessi, non escludo la possibilità, in tempi medi, di riprendere il discorso “pubblica esecuzione”, se andrà a buon fine la ricostituzione del duo Livio Amato – Piero Tarditi (ex “Lifeless”, gruppo wave nel quale ero chitarre, basso negli anni '90). L'idea di ricostituire il gruppo sulla base di un'esperienza musicale più vasta, anche solo a livello di progetto unico, può essere il prossimo passo.

Sensitivity, album di Livio Amato, è in rotazione su FutuRadio Web

F.G.
13/04/10



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(N.B. Le trasmissioni avvengono secondo gli orari previsti dal palinsesto)

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