Jamendo
Visualizzazione post con etichetta cinema. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cinema. Mostra tutti i post

Nessuno mi può giudicare

Alice (Paola Cortellesi) ha 35 anni e un figlio di nove (Giovanni Bruno). È sposata, ricca e un po’ snob. Suo marito muore improvvisamente in un incidente e la lascia con circa 150mila euro di debito da saldare in pochi mesi. Non le resta che cambiare quartiere, iscrivere suo figlio alla scuola pubblica, ma soprattutto cercare un lavoro. Ma quale mestiere può permettere ad una donna di guadagnare più di mille euro al giorno? Facile. Quello della escort di lusso. Alice nel frattempo si innamora di Giulio (Raul Bova), ma lui la lascia quando scopre la sua doppia vita. Solo l’amore e il perdono li faranno tornare insieme.


Imbattuto da almeno due settimane al primo posto nel box office, Nessuno mi può giudicare, il film che segna il debutto dello sceneggiatore Massimiliano Bruno dietro la macchina da presa, è una commedia romantica e corale che piace soprattutto perché non scade negli eccessi del buonismo e del melenso. Il film infatti è condito da buone battute che fanno ridere senza annoiare, pur sapendo dal principio che ci sarà un lieto fine. Siamo chiari, Nessuno mi può giudicare è un film debitore della lezione di Massimiliano Bruno al fianco di Fausto Brizzi come sceneggiatore, ma certamente non tocca i livelli della grande commedia italiana e non ha lo spessore giusto per farsi portatore di una riflessione su tematiche tristemente affini all’attualità nel nostro Paese.
La riuscita della sceneggiatura, infatti, deve molto al cast e alla bravura di quasi tutti gli interpeti. Inutile sottolineare la bravura di Paola Cortellesi che, ancora una volta, conferma di essere una delle migliori attrici italiane, in grado di passare dal teatro alla televisione, dal dramma alla commedia riuscendo a convincere anche in un film leggero come questo. Vale la pena, invece, sottolineare la bravura di alcuni interpreti relegati a ruoli minori, ma forse più riusciti di quello della protagonista. E’ il caso di Anna Foglietta (volto noto della serie tv Distretto di polizia) che riesce a calarsi nel proprio personaggio, quello della escort di lusso che introduce Alice al “mestiere”, senza forzature né eccessi di buonismo, ma anche degli attori che interpretano con grande ironia e comicità gli amanti occasionali di Alice (in particolare l’amante sadico e quello travestito da supereroi dei fumetti). Nessuno mi può giudicare è quindi un film corale e sincero. Un film che parla di buoni sentimenti, ma senza esagerare con i toni né con i moralismi e che ci racconta una storia sulla capacità di capire e perdonare chi abbiamo ingiustamente giudicato.

(marianna dell'aquila)

La vita facile di Lucio Pellegrini

Mario e Luca sono amici di vecchia data, entrambi medici, ma con carriere completamente diverse. Mentre infatti il primo è uno dei chirurghi più rinomati della Capitale, l’altro fa il volontario presso un piccolo ospedale da campo in Kenya. Un giorno Mario decide di raggiungere Luca con la scusa di aiutarlo nella sua missione, anche se in realtà sta scappando da un’inchiesta sulle tangenti nella Sanità che lo accusa di aver impiantato nei pazienti valvole cardiache difettose. I due amici hanno in comune anche la stessa donna, Ginevra, la giovane e bellissima moglie di Mario di cui è innamorato anche Luca. Tra rancori e riappacificazioni, la dura vita in Africa indurrà i tre amici a fare delle scelte decisive, anche a scapito dei buoni sentimenti.

Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi e Vittoria Puccini tornano insieme sul grande schermo per l’ultimo film di Lucio Pellegrini, La vita facile, anche se qui siamo ben lontani da una storia improntata sulla crisi generazionale dei quarantenni. A causa forse di alcune carenze nella sceneggiatura, colmate dalle belle panoramiche del territorio keniota, il film in generale trova spessore grazie all’interpretazione di Favino nei panni di Mario. Tutto il resto lascia un po’ a desiderare, inclusi gli altri protagonisti purtroppo uguali a se stessi. Pellegrini infatti si muove su un doppio registro, quello della commedia e quello del sentimentalismo, senza però arrivare ad una scelta definitiva. Non si capisce se La vita facile è un film che vuole accendere i riflettori sul disagio di alcune zone del mondo dilaniate dalla povertà - rappresentate attraverso le difficoltà di un ospedale da campo in Africa - o su quelle dilaniate dalla ricchezza e dalla corruzione - rappresentate non solo dalla vita di lusso in Italia, ma a anche dalle scene ambientate nella casa di un diplomatico europeo in Kenya. O semplicemente su entrambi. Se così fosse, allora, avrebbe avuto senso scegliere un finale diverso, in cui vincessero davvero i buoni sentimenti e non, per l’ennesima volta, la furbizia o l’accettazione forzata del proprio destino.

(marianna dell’aquila)


Tutto secondo copione, o quasi. Colin Firth ha vinto la statuetta quale migliore attore per la sua superba interpretazione in Il discorso del Re, film che si è aggiudicato inoltre il premio più ambito a discapito di The Social Network. Natalie Portman è la migliore attrice protagonista (Il cigno nero), Christian Bale e Melissa Leo i migliori attori non protagonisti, entrambi in The fighter. A Incepetion gran parte dei premi cosiddetti tecnici. Di seguito la lista completa dei vincitori dell’83esima edizione degli Oscar:

FILM: Il discorso del Re

REGIA: Tom Hooper (Il discorso del Re)

ATTORE PROTAGONISTA: Colin Firth (Il discorso del Re)

ATTRICE PROTAGONISTA: Natalie Portman (Il cigno nero)

ATTORE NON PROTAGONISTA: Christian Bale (The Fighter)

ATTRICE NON PROTAGONISTA: Melissa Leo (The Fighter)

FILM D’ANIMAZIONE: Toy Story 3

FILM STRANIERO: In un mondo migliore (Danimarca)

SCENEGGIATURA ORIGINALE: David Seidler (Il discorso del Re)

SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: Aaron Sorkin (The social network)

CORTO D'ANIMAZIONE: The Lost Thing

FOTOGRAFIA: Wally Pfister (Inception)

SCENOGRAFIA: Robert Stromberg e Karen O'Hara (Alice in Wonderland)

COLONNA SONORA ORIGINALE: Trent Reznor e Atticus Ross (The social network)

SONORO: Lora Hirschberg, Gary A.Rizzo, Ed Novick (Inception)

MONTAGGIO SONORO: Richard King (Inception)

TRUCCO: Rick Baker e Dave Elsey (Wolfman)

COSTUMI: Colleen Atwood (Alice in Wonderland)

CORTO DOCUMENTARIO: Strangers No More

CORTO D'AZIONE: God of Love

DOCUMENTARIO: Inside Job

EFFETTI VISIVI: Paul Franklin, Chris Corbould, Andrew Lockley e Peter Bebb (Inception)

MONTAGGIO: Angus Wall e Kirk Baxter (The social network)

CANZONE ORIGINALE: We Belong Together (Randy Newman, Toy Story 3)


(frw/red)

Favorire una cultura dell'alterità. Questa, in soldoni, la “missione” del catalogo io e l'altro - per un dialogo interculturale attraverso l'arte, presentato ieri dall'associazione Fonopoli nello Store Feltrinelli di Via Appia Nuova (Roma). Si tratta della fase finale dell'omonimo progetto di Vincenzo Incenzo, volto a promuovere gli artisti emergenti. “Siamo educati alla paura – scrive Incenzo – e la paura può essere superata solo attraverso la conoscenza e il gioco, come ci insegnano i bambini”. Dunque, “per risolvere il problema dell'altro, l'arte è una scorciatoia fantastica perché ha in sé gli strumenti del gioco e della conoscenza. Fonopoli ha accettato ancora una volta la sfida”. All'interno del catalogo, in formato dvd pack contenente un booklet di 56 pagine e un cd audio, vengono presentati 40 artisti, dieci per ogni categoria (musica, letteratura, arti visive e cinema). La pubblicazione vanta la supervisione artistica di Renato Zero, presente anch'egli all'evento. Sul palco si sono esibiti alcuni degli artisti che hanno dato vita al catalogo, da Luca Bussoletti (che ha cantato Tutti giù per aria, pezzo scritto per i cassintegrati dell'Alitalia, ma dedicato – come ha sottolineato lo stesso cantautore romano – a tutte quelle persone che stanno vivendo realtà analoghe), a Mary Boccia, Tala, Francesca Dragoni dei Petramante fino ad arrivare alla coinvolgente nonché stravagante performance di Ironique. Per le arti visive Andrés Arce Maldonado ha invece illustrato Meso, documentario sulla condizione femminile in una videoproiezione multipla. “L'umiltà è il punto di partenza e di arrivo – ha preso successivamente la parola Renato Zero –, c'è chi di questi tempi fa il possibile per non garantire ai bambini un futuro anche attraverso la cultura. Questi ragazzi – ha osservato riferendosi a coloro che si erano esibiti prima – hanno accettato la sfida nei confronti di quanti decidono chi può andare e chi no. Ben vengano questi palcoscenici seppure lontani da certe istituzioni”. Non è mancata da parte di Renato Zero una frecciatina alla classe politica: “Fonopoli per 15 anni non si è fatta perché c'era chi voleva un 'inciucio' che non abbiamo mai concesso. Ma noi – ha infine promesso – non abbiamo nessuna voglia di arrenderci”.

articolo di Fabio Germani
servizio fotografico di Fabrizio Ricciardolo
11/06/10






FutuRadio Web è lieta di annunciare l'inizio di una nuova rubrica, tutta dedicata al mondo del cinema: iCinema. Un viaggio cinematografico con Chicca alla scoperta di nuovi film, trame, notizie e curiosità. Ogni giovedi in onda dalle 20.30 alle 21.00. Non mancate!!!!

15/03/10



Clicca on air e ascolta le nostre dirette!

(N.B. Le trasmissioni avvengono secondo gli orari previsti dal palinsesto)

FutuRadio Web


FutuRadio Web

Ascoltaci dal tuo iPhone! Come? Clicca l'immagine dal browser del tuo iPhone o iPod Touch oppure leggi qui!

iPhone